lunedì 27 giugno 2011

Comunicazione A.D.U.

Carissimi associati,
come abbiamo avuto modo di informarVi nelle precedenti comunicazioni, la nostra Associazione ha partecipato nel corso di questi mesi ad un tavolo di intesa organizzato dal  Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma, con l'intervento delle maggiori associazioni forensi, Camera Penale e A.N.F. di Roma, avente come scopo la riforma del sistema dei turni dei difensori iscritti nelle liste dei difensori d'ufficio.
L'esigenza di tali incontri è nata dal disagio espresso, anche a mezzo della nostra Associazione, da molti difensori d'ufficio nei confronti dell'attuale sistema del turno 97 IV comma, gestito dalla LEXTEL S.p.a..
Su come tale sistema sia, ed è tutt'ora, un completo fallimento è noto ai più  e ciò a totale discapito di quei  colleghi, rispettosi del servizio volontariamente prestato, costretti a rimanere inoperosi nelle aule di giustizia sino alle prime ore del pomeriggio. 
Il proposito con cui la nostra Associazione si è avvicinata a tale tavolo di intesa è stato quello di un drastico ritorno al sistema del difensore d'aula per le sostituzioni dei turni 97 IV comma, da noi ritenuto come il sistema più efficace per garantire allo stesso tempo l'effettività della difesa dell'imputato e un maggior controllo sull'effettivo esercizio della difesa d'ufficio da parte degli iscritti.
A fronte di tali propositi, con spirito costruttivo, abbiamo preso atto delle diverse opinioni manifestate dalle associazioni che hanno preso parte ai lavori e, nel confronto delle diverse idee, è emerso l'oggettivo  problema della mole dei procedimenti penali che vedono più difensori nominati nel corso del processo da parte dei magistrati con il meccanismo del 97 IV comma e ciò con indubbio pregiudizio dell'effettività del diritto di difesa per l'imputato.
Per porre rimedio a tale disfunzione, la Camera Penale di Roma si è fatta promotrice di un'ipotesi di riforma che prevede l'abrogazione del sistema del turno 97 IV comma e la sua sostituzione con un turno per le nomine 97 I comma in udienza, qualora il difensore d'ufficio titolare del procedimento abbandoni di fatto la difesa.
L'Associazione pur condividendo in linea teorica lo spirito della riforma proposta dalla Camera Penale, ha evidenziato le difficoltà, sia normative che pratiche, relative all'effettiva realizzazione di un turno 97 I comma. Tali difficoltà sono legate sopratutto alla mancanza di garanzie in merito all'effettivo intervento del magistrato volto alla revoca dell'originaria nomina d'ufficio con la contestuale nuova nomina 97 I comma del difensore di turno.
Sulla base di tali perplessità l'Associazione ha, quindi, ribadito la propria posizione volta al mantenimento del turno 97 IV comma con il sistema dell'assegnazione dell'aula al difensore di turno, motivando tale scelta sulla base di considerazioni sia normative che di ordine pratico raccolte in un'apposita relazione scritta che fa parte dei lavori del tavolo di intesa (documento disponibile sul blog dell'associazione).
Tale nostra presa di posizione ha impedito il raggiungimento di un accordo comune su una prima bozza di riforma che vedeva come firmatari il Consiglio dell'Ordine, la Camera Penale e  l'A.N.F. di Roma, nella quale si prevedeva l'abrogazione e sostituzione del turno 97 IV comma con una turnazione giornaliera per le nomine in aula dei difensori 97 I comma che andavano a sostituire il difensore d'ufficio originariamente nominato ed assente per due udienze consecutive.
Sotto l'aspetto pratico, la gestione di questo turno, secondo la proposta elaborata, rimaneva in prima battuta alla LEXTEL S.p.A. con il servizio del call center e, solo in caso di mancato reperimento del difensore di turno, attraverso l'intervento delle associazioni forensi, Camera Penale e A.N.F. di Roma, le quali avrebbero provveduto ad inviare altro difensore in udienza secondo gli elenchi giornalieri elaborati dalla LEXTEL S.p.A..
Tutto l'impianto della proposta, ed è questo il punto critico che ha visto la nostra ferma opposizione alla firma congiunta del testo, si reggeva su di un mero invito ai giudici di procedere alla revoca del difensore d'ufficio assente per due udienze consecutive ed alla contestuale nomina di un nuovo difensore 97 comma 1 c.p.p.; ciò avrebbe lasciato ampi margini di discrezionalità al singolo magistrato nell'attuare o meno tale sistema, con il duplice rischio di vedere da un lato invariata la prassi delle continue nomine ex art. 97 comma 4 c.p.p affidate, in questo caso, al difensore immediatamente reperibile in aula, e, dall'altro, di assistere ancora una volta a difensori di ufficio chiamati a svolgere il turno, rimanere inoperosi per la sua intera durata, esattamente come avviene nella vigenza dell'attuale sistema.
Ulteriore punto che ci ha visto in completo disaccordo in relazione alla iniziale proposta posta alla nostra attenzione ha riguardato l'iniziativa posta in essere dalla Camera Penale  di introdurre delle modifiche all'attuale regolamento delle difese di ufficio, con particolare riferimento all'introduzione del divieto per il difensore di ufficio ex art. 97 comma 4 c.p.p. di richiedere il pagamento degli onorari all'imputato assistito da difensore di fiducia e ciò a prescindere dall'attività che detto difensore abbia svolto in udienza.
Al riguardo, l'Associazione, sebbene tale specifica modifica regolamentare fuoriusciva dall'ambito dei lavori del tavolo di intesa, ha ribadito come il riconoscimento di una equa retribuzione, proporzionale all'attività prestata dal difensore ex art. 97 comma 4 c.p.p., rappresenti una delle componenti che assicurino il pieno esplicarsi del diritto di difesa, qualsiasi sia la forma in cui venga prestata, fatte salve le opportune distinzioni tra attività di mero rinvio e quelle, invece, nelle quali l'attività difensiva si esplica in maniera concreta.
Si è quindi giunti, a conclusione della prima fase dei lavori, ad un fase di stallo nella quale anche l'A.N.F. di Roma, a fronte della nostra ferma opposizione al documento di riforma elaborato, ha ritirato il proprio appoggio facendosi promotrice di una proposta che per certi versi rappresenta una sintesi delle posizioni della nostra Associazione e delle posizioni della Camera Penale: tale proposta, infatti, nel prevedere anch'essa la sostituzione del turno 97 comma 4 c.p.p. con una turnazione destinata alle nomine ex art. 97 comma 1 c.p.p. in caso di assenza del difensore d'ufficio nominato per due udienze consecutive, prevede però che tale turno sia attuato attraverso il sistema del difensore d'aula, ossia con l'attribuzione giornaliera dei difensori di turno alle singole aule di udienza, dove gli stessi siano chiamati in via principale per le nomine ex art. 97 comma 1 c.p.p. qualora ne ricorrano i presupposti, ed in via residuale per le eventuali sostituzioni ex art. 97 comma 4 c.p.p., qualora non ci siano presupposti per la revoca del difensore originariamente nominato ai sensi dell'art. 97 comma 1 c.p.p.
Sotto l'aspetto della gestione pratica di tale sistema, la proposta, inoltre, auspica, a fronte dell'evidente mal funzionamento del sistema del c.d. call center, la risoluzione di qualsiasi rapporto in essere con la LEXTEL S.p.A. in merito alla gestione delle difese d'ufficio, con un ritorno alla gestione delegata in favore delle associazioni forensi presenti in Tribunale. 
Tale proposta, dopo un attento esame ed alcune integrazioni da noi suggerite e fatte proprie dall'A.N.F. di Roma, ha rappresentato per l'Associazione una valida alternativa alla nostre originarie posizioni dirette al ripristino del turno 97 comma 4 c.p.p.con il sistema del difensore d'aula, cosicché in piena autonomia si è giunti ad un testo congiunto fra l'Associazione e l'A.N.F. di Roma  nel quale si è previsto che la turnazione per le sostituzioni ex art. 97 comma 4 c.p.p  venga sostituita con un turno giornaliero per le nomine ex art. 97 comma 1 c.p.p. in udienza, dove il difensore di turno, con il sistema dell'assegnazione dell'aula, potrà ricevere in via prioritaria, ricorrendo i presupposti dell'abbandono di difesa (che si ritiene presunto in caso di due assenze consecutive) la nomina ex art. 97  comma 1 c.p.p. da parte del magistrato e, in via residuale, le nomine ex art. 97 comma 4 c.p.p.
A garanzia dell'effettivo funzionamento di tale sistema appare imprescindibile un protocollo di intesa, previsto nel testo congiunto, con la presidenza del Tribunale da far diffondere a tutti i magistrati del Tribunale di Roma e con il quale il difensore d'aula potrà far leva nei confronti del magistrato in udienza affinché lo stesso provveda alla revoca del difensore d'ufficio che abbia, secondo i parametri stabiliti in detto protocollo, abbandonato la difesa con la contestuale nuova nomina ai sensi dell'art. 97 comma 1 c.p.p..
In questa maniera viene controllato e diminuito, con un sistema di reciproca collaborazione fra magistrato e difensore d'ufficio, quel rischio di discrezionalità che potrebbe indurre il magistrato a ricorrere a continue sostituzioni 97 IV comma che vanificherebbero lo spirito della riforma.
Si è quindi giunti, pochi giorni fa, all'ultimo incontro del tavolo di intesa, ove il testo congiunto dell'associazione e della A.N.F. di Roma, con le proposte di modifica del turno sopra descritte, è stato formalmente presentato al Consiglio dell'Ordine, senza l'appoggio della Camera Penale la quale ha ritenuto mantenere ferma la sua posizione relativamente ad un sistema di turnazione per le nomine in udienza del difensore d'ufficio ex art. 97 comma 1 c.p.p. gestito non con l'assegnazione dell'aula al difensore ma per tramite della chiamata da parte del call center a cui il magistrato è invitato a rivolgersi, qualora il difensore d'ufficio originariamente nominato sia stato assente per due udienze consecutive.
Preso atto quindi dell'impossibilità i giungere ad un comune accordo fra le associazioni presenti al tavolo di intesa, il rappresentante del Consiglio dell'Ordine di Roma, ha ritenuto opportuno demandare al Consiglio stesso la decisione finale in merito alle diverse proposte avanzate e ciò al fine di giungere, a partire dal trimestre ottobre/dicembre 2011 ad un nuovo sistema di turnazione delle difese d'ufficio che, ovviamente, auspichiamo essere conforme alle idee e alle proposte da noi avanzate.
In conclusione ci teniamo a precisare come il lavoro che il consiglio direttivo ha svolto in questi mesi di intense e laboriose trattative, nelle quali non sono mancati giudizi e pregiudizi negativi sul nostro operato, ha rappresentato, qualsiasi sia l'esito delle decisioni che verranno prese, un  modo per far intendere a chi di dovere che siamo un soggetto autonomo aperto a qualsiasi confronto, il cui obiettivo non è legato, come qualcuno vuole far intendere, a logiche economiche o politiche o alla idea di un difensore d'ufficio quale categoria autonoma rivendicatrice di privilegi, ma il cui scopo è unicamente diretto affinché il servizio delle difese d'ufficio venga reso al meglio delle sue possibilità  a garanzia della piena attuazione del diritto di difesa dei nostri assistiti.
L'unico vero giudice di quanto sin qui svolto e dei risultati che auspichiamo di ottenere siete Voi che con coraggio avete dato fiducia all'idea di questa Associazione ed è per questo che vi preannunciamo la prossima convocazione di un'assemblea  nella quale darvi conto dell'esito delle decisioni assunte in merito al futuro dei turni dei difensori d'ufficio e di altre iniziative che l'Associazione intende promuovere  e che necessitano di una Vostra fattiva collaborazione.
Cordialmente

ASSOCIAZIONE DIFENSORI D'UFFICIO
Il Consiglio Direttivo